Questa di Liliana Manfredi è una storia vera. Si tratta di un romanzo autobiografico ambientato all’epoca della seconda guerra mondiale. La piccola Liliana aveva undici anni nel 1944 e un giorno, di ritorno da scuola, chiese al nonno e poi alla mamma, senza avere alcuna risposta, cosa fossero quei tre buchi sul ponte dove giocava. Si trattava del fallito tentativo di tre giovani partigiani di far saltare in aria un ponte nell’emiliano su cui passavano ogni giorno i tedeschi. I nazisti quella sera aprirono il fuoco e per i tre ragazzi non ci fu nulla da fare.
Fu questo l’inizio della fine per la piccola protagonista. I tedeschi volevano vendicarsi, temevano che nelle case al di là del ponte ci fossero partigiani e spie. Era notte quando fecero irruzione nella sua casa e aprirono il fuoco su di lei, sulla sua mamma e sui suoi nonni. Prima di andarsene diedero fuoco all’abitazione ma, come per miracolo, la piccola Liliana, nonostante le ferite al collo, alla spalla e al petto, era ancora viva. Dolorante, riuscì a fuggire dalla casa che andava ormai in fiamme e proseguì per i boschi. All’alba venne trovata da un soldato della Wermacht; sente che la sua fine è vicina e invece viene risparmiata per la seconda volta. Il soldato la prende per la vita e la accompagna sul ciglio della strada, dopodiché si volta e scompare. Più tardi viene accompagnata in ambulanza all’ospedale e di lei si prenderà cura dapprima lo zio che ha già altre bocche da sfamare, poi una famiglia benestante che non sa darle affetto e infine le suore di un orfanotrofio.
Liliana cresce e si sposa, ha due figlie e tre nipoti ma il passato è difficile da dimenticare. Si chiede perché quel soldato non l’abbia uccisa, perché ha risparmiato solo lei.
Il nazista e la bambina è un romanzo breve ma intenso, commovente, che si legge tutto d’un fiato e che fa riflettere sulla violenza e sul dolore che un essere umano può infliggere ai suoi simili, in nome di assurdi ideali. È la storia di un odio che cessa di esistere solo per pochi istanti, grazie allo sguardo atterrito di una bambina innocente.
Anna Cascone